Indomata
Hai una penna da prestarmi?
Non ho capito nulla di te fin dall’inizio. Ho sempre avuto la sensazione che ci fossi, ma non avevo idea di quanto fossi fragile e di come sarebbe stato facile spezzarti in mille pezzi.
Dicono che le persone altamente sensibili abbiamo un cuore grande, e tu come ti senti? Grande o piccolo?
Non è stato semplice vederti e curarti.
Credo sia una buona idea partire dall’inizio, per quanto mi ricordi ho sempre avuto un debole per le storie strazianti, i drammi interiori e per i sospiri. Mi hai fatto riversare sulla carta talmente tante lettere d’amore, mai spedite, che poi ho perso il conto. Eravamo così, ci perdevamo nell’ovatta del romanticismo, quello degli adolescenti che non smetteva di ricamare nuvole rosa nel cielo. Non lo trovi un po’ patetico ora?
Nell’età in cui avremmo dovuto viaggiare, ubriacarci, rischiare, montare e smontare tende ai concerti, abbiamo deciso di andare a vivere in un posto nostro. È stato un rischio anche questo, in fondo. Battevi come un tamburo la prima notte che abbiamo passato nella nostra prima casa. Mi sei uscito dal petto per l’ansia quella volta in cui non sapevi come andare avanti per il resto del mese. Hai premuto sulla mia cassa toracica come una pressa.
Per gli anni successivi ti ho ignorato, ho ignorato le emozioni, i sapori, le cose da tollerare e quelle da tenere strette. Ho lasciato che mani inesperte ti pasticciassero, ho ignorato violenze e cicatrici. Ho pensato che se mi fossi tirata fuori da quella cenere non sarei mai più risorta. Ho avuto paura di perdere tutto e quindi non mi sono mossa di lì. Ho stretto forte nonostante non avessi nulla in mano. Ho tenuto insieme i pezzi con la colla, ma non ha funzionato.
Eppure me l’avevi detto.
Mi sono convinta che non provare nulla fosse la via per la salvezza. Non sentire pietà, vergogna, compassione, fossero la mia ancora e invece ci stavo annegando.
Come scintille nella nebbia i pensieri si fanno oscuri.
Un cappio intorno al collo pensi, poi è finita. Invece sei ancora qui a blaterare da sola, cose che forse senti solo tu.
La personalità paziente, quella pazza, quella povera, quella pignola.
L'anima nel purgatorio che non ascolta nessuno.
Il mostro lo senti mentre ti stringe la mano. Ti guarda dentro e non fa un fiato.
Ascolta la foglia che cade dentro all'acqua, fa quel rumore umido che calza a pennello con la stanchezza che provi.
Non urlare perché non serve.
Reagisci solo quando te lo chiedono. Ripetiti che sei inutile e poi vomita, vomita pensieri sulla carta. Non annodare troppo stretto... quei polsi.
Risali la corrente che ti arriva addosso all'improvviso. Sciacquati via di dosso la speranza. Riscatta ogni tua lacrima d'amore con un'altra fatta di fatica.
Risparmiati la malinconia della sera per averne un po' anche al mattino, magari con due dita di caffè bollente.
Ho ridotto le mie ossa in pezzi affilati per risparmiare tempo con le persone.
Ho pensato non sai quante volte di averti perso per sempre e invece ogni volta ricominciavo e tu continuavi a battere dentro al petto.
E il cuore? Dove lo trovi il cuore... Sotto allo zoccolo di un unicorno.
Sparati la musica nelle orecchie e incanta i serpenti che hai nello stomaco. Mescolati dentro al calore della cioccolata e restaci fino a notte fonda.
Risveglia le farfalle e spargile per tutta la stanza.
Trova la chiave che apre quella maledetta porta, anzi buttala giù con un calcio. Misura la distanza tra il cuore e l'anima e non rimarrà nemmeno un centimetro libero. Rispecchiati nell'acqua senza riflettere su niente.
Abbi il coraggio di salire su quell'albero ed osservare da lì.
Rimani un attimo senza respirare e poi butta tutto nella spazzatura.
Rilassati e tenditi come sulle montagne russe.
Rimodella le piramidi e poi distruggile pestandole.
Ho rischiato di lasciarmi appesa ad un filo di vento per poi capire che la testa ha tutto un altro significato dal cuore. Mi sono ribellata all'inerzia e ne sono uscita senza vestiti. Lancio la paura e ritorna indietro a tratti.
Mescola le carte con acqua e sale e stai a guardare che colore esce.
Rimettiti quei vestiti che andiamo dove il mondo urla per qualcosa che non conosciamo. Forza andiamo.
Ricalcola le distanze tra vero e falso e poi sottrai la mancanza di ossigeno.
Picchia il mostro fino a che ne hai le forze e poi buttati sul letto a pancia in giù... rischia. Vivi che ti passa. Ma quante volte? Conta fino a 10 prima di parlare. E poi? Quante occasioni perdo a contare.
Le cose che contano non hanno le dita.
In cucina mi aspetta solo un altro piatto da lavare.
Il sole ha bruciato per tutto il giorno la finestra sopra il mio letto e la mente non si calma se sente il calore.
Quel solletico che senti dietro all'orecchio mi manca e cammina fino alle punte delle dita. Il debole cuore ristagna dentro una pozza di silenzio. Adesso prendo e me ne vado, ma non trovo le scale. Rallegrati dopo aver trovato il respiro dentro al sole, ma fai in fretta perché non durerà molto prima di bruciare.
Rimbocca le coperte alla tua coscienza ed augurati buona fortuna.
Follia insana e salto nel vuoto mentre ho tra le mani il mio volermi bene. Rimetto a posto le bambole nella loro casetta. Riguardo quello che ho sbagliato.
Hai voluto essere libera? Non avrebbe dovuto essere una domanda. Ci sarei dovuta nascere... libera.
Un colpo al cuore ed una sberla in faccia.
Schivati.
La prima fa più male.
Dimentica e barcolla dentro a quella scatola perché ora hai tutto lo spazio che vuoi, lasciati andare e siediti a gambe aperte, tanto hanno già chiuso il coperchio.
Rivedi le priorità e leggi, leggi tanto prima di scrivere un libro.
Scuoti le braccia altrimenti penseranno che tu sia pazza.
Ricapitola di nuovo quello che hai e scrivilo sulla lista della spesa.
Tranquillizzati con l'ansia di un nodo e premi forte su quella ferita in modo da rendere tutto più da adulti.
Quante volte ancora soffrirai?
Non le ho contate.
Dannati di nuovo per quella frase che ti hanno lasciato sulla porta.
Ripiega sulle risate quando non ne puoi più.
Richiedi indietro il tuo cuore senza metterlo per iscritto.
Non isolarti, apriti, non calpestare le aiuole. Si vive una volta sola ed è sufficiente.
Risparmia per quando sarai più grande. Quanti anni devo avere per ritenermi grande abbastanza? Recupera fiato per l'esercizio successivo. Non ne avevo neanche per quello precedente.
Smettila con tutti quei tatuaggi che poi te ne penti. Come se fosse l'unica cosa di cui potrei pentirmi. Pentiti di non aver acceso la luce e guardato dentro agli occhi di chi avevi in pugno.
Ribatti quella riga che si cancellerà sicuramente.
Canta a volte sotto la doccia o mentre dormi, quando riesci.
Bevi per dimenticare. Come se dimenticare stesse dentro una sola bottiglia. Rileggi bene prima di inviare, forse manca una virgola.
Pazzia, pazzia all'interno e fuori, prima con le dita e poi no.
Ribalza dentro quella pellicola trasparente che usi per far star zitte le persone. Stai in silenzio ed ascolta quanto è bello il niente.
Esprimiti a gesti senza muoverti.
Incorona i tuoi pianti per farli sembrare nobili, altrimenti saranno solo lamenti. Rilascia e riprendi il respiro.
Annusa di colpo le rose e stupisciti di quanto non abbiano odore.
Quando ci sembrava tutto irrecuperabile,
la nostra vita è cambiata al posto nostro.
Ha scelto Lei per noi e ci ha fatto vivere ciò che fino a quel momento era rimasto soffocato sotto detriti di speranze.
Abbiamo buttato giù muri che ci sembravano insuperabili e siamo arrivati al centro della terra a furia di scavare.
La passione, l’amore, la felicità, la soddisfazione, la libertà, la famiglia, la gioia, i viaggi, le notti passate sotto le stelle. Tutto ciò che avevamo sempre desiderato era dentro di noi e ci stava portando avanti.
I ricordi si accumulavano fino a che non c’era più spazio, le giornate sembravano fatte di aria fresca e quelle famose nuvole ricamate sembrava fossero diventate cuscini di piume.
Ardore, leggerezza, melodia ed è stato amore a prima vista. Il mondo era fermo dentro ad un virus e noi scoppiavamo di salute.
Gli anni successivi cosa te li racconto a fare mio caro cuore, li sai ormai a memoria, sono stati gli anni più belli della nostra vita.
C'era però una cosa che mi turbava costantemente: a quel tempo ho avuto spesso la sensazione di non essere presente nella realtà delle cose, di non realizzare davvero quello che stesse accadendo, ma tu mi riportavi sempre indietro. Non capivo perché sentivo di amare, ma non sentivo di essere amata, o vista, o messa tra le priorità. Mi hai fatta andare e venire per mesi interi. Mi hai stregata e stordita.
Ma ora, lo sappiamo entramb*, è stato un grosso sbaglio.
Ti ho raccontato mille volte come è andata quel giorno. Ho avuto la pazienza di aspettare che fosse per te una giornata buona per dirti che avevi finito il tempo.
Tu stavi lì a ricucirti mentre io andavo a fare la spesa, mi alzavo dal letto, mi facevo una doccia, mi preparavo il pranzo per il giorno dopo.
Restavi fermo a guardarmi mentre gli occhi piangevano e mentre il pane tostava. Sentivo quel profumo, ma tu non sentivi niente.
Ho guardato per ore la serie tv che tanto ti piaceva per farti fare un sorriso, ma tu rimanevi impassibile.
Mi sono provata mille vestiti, ma sembrava che non mi coprisse nulla. Nuda nel cuore, vestita solo di pelle.
Provo a parlarti di come hai lasciato le cose quando te ne sei andato, mio cuore: i ricordi per terra erano sporchi di fango, le lacrime hanno bagnato tutto il pavimento dopo la doccia. Hai lasciato la luce accesa in corridoio, qualcuno l'ha spenta, non ti preoccupare.
Ti ho disegnato una falena quella sera, mi sono chiesta più volte come una cosa così bella potesse arrivare in momento così scuro. Abbiamo deciso insieme di tatuarcela sul petto. Proprio lì dove stai tu.
Al centro di tutto, perfettamente posizionata, in modo tale che la vedessero tutt*.
Quante cose ci hanno detto, quanti consigli hanno sgranato come si fa con i rosari:
Ti vedo ingrassata di sogni. Mangi troppi pensieri la mattina, li inzuppi nel latte alle ginocchia. Ma respiri? Ma mangi? Ma stai zitt*?
Il treno regionale diretto nel nulla è in arrivo al binario 2 di picche. Allontanarsi da qualsiasi linea, la vedi gialla o grigia?
Maledetti quei periodi sottovuoto come i barattoli delle marmellate. I momenti morti e quelli vivi, le giornate spente e quelle dove la luce costa troppo. Maledetti i sorrisi di cortesia come l’auto, che dal tuo meccanico non è mai disponibile.
E ti porti a casa come fai con la spesa sulle scale. Oppure no... ti ci portano come quando ordini la cena.
Il gioco ne vale la candela e allora bruciami(-ti).
I panni sporchi? A 30° non si restringe niente.
Fuori dal letto? Nessun* HA pietà!
C'è stato un momento in cui ho avuto paura e l'attimo dopo sbattevo la testa e le ali sul muro. Non ho ancora capito se devo spingere o tirare, ma so per certo che devo andare avanti. Sbattuta, rifatta, scansata, ritratta: "tanto a te sta bene tutto" mi ha detto una commessa.
Labbra spente e occhi carnosi. Chissà se lo specchio mi parlerà ancora delle mie brame o mi racconterà una storia delle sue.
Mi sono sentita di non averti saputo proteggere, di averti buttato troppo oltre l’ostacolo. Si dice così no?! Buttare il cuore oltre l’ostacolo.
Mi sono perdonata per tutte le volte in cui non ho avuto voglia di parlare, per quando non sono riuscita a prendermi il mio tempo. E tu invece? mi hai perdonata per tutto ciò che ti ho fatto?
Ancora una volta siamo stat* salvat*. La vita ci ha dato le piccole cose che fino a quel momento non avevamo visto. Un sapore nuovo, un abbraccio durante un momento difficile, una passeggiata con la musica alta, Torino, la meraviglia di un gesto gentile.
È capitato che, in alcuni momenti, tu capissi che non c'era più nulla da fare se non arrendersi a tutta quella bellezza.
Il tempo cura tutti i mali. Paradossale come invece venga usato per condannare i crimini.
Mi sono disegnata e tatuata anche la scritta "Indomata", sappiamo entramb* che nessun essere umano potrà mai più domare o dominare le nostre emozioni, non abbiamo più spazio per far decidere al posto nostro, per farci oscurare. Il cuore te lo spezzano una volta soltanto. Rimarremo sempre un cuore e una mente indomata. Ma questa è un'altra storia. Vero?
Arrivederci cuore.





Io aspetto una raccolta delle tue poesie
RispondiEliminaMagari un giorno troverò la motivazione giusta per farlo
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