Corde e altre meraviglie

Ciao Stranier*, 

mi sono presa un po' di tempo e respiri prima di far entrare anche qui un argomento così profondo. 

Le corde. 



In questo spazio ti ho sempre parlato delle mie giornate da drama queen, ma questa volta voglio andare fuori tema. 

Se sei arrivat* qui forse già sai di cosa sono capace, ma ti spiego... Pratico Shibari da qualche anno, l'arte delle corde, più nello specifico il mio sogno sarebbe quello di specializzarmi nel self-roping (una disciplina basata su auto-legature). Ti parlerei  di come tutto è iniziato, ma avrò occasione in altri luoghi di raccontartelo, oggi ti voglio raccontare di quello che non si vede, che è successo dentro. 

Avevo paura di tutto, di toccare le persone, di essere toccata e di entrare in relazione. Ancora oggi ho diverse barriere da far esplodere a colpi di cannone, ma le corde per forza ti portano a dover entrare dentro qualcosa. 

Legare qualcun* o legarsi è una comunicazione, un modo non verbale per dire. 

Le corde mi hanno fatta piangere dal nervoso, quella rabbia di non essere capace o di non sentirsi all'altezza, ma mi hanno anche fatta andare oltre il muro del contatto. 

Ho avuto più volte la percezione che le corde non mi stessero aiutando, ma fossero un ostacolo. Oltre a dover interagire con il mio corpo o quello altrui, dovevo anche ricordarmi dove doveva andare la corda e tutti i vari passaggi della legatura. 

Nella mia indole c'è che, per ogni cosa nuova che scopro, vorrei già saperla fare alla perfezione e la frustrazione di dover per forza imparare tutto subito a volte mi schiaccia. Dall'altro lato la costanza e la dedizione allo studio sono dei capisaldi nel mio essere e hanno sempre salvato la mia parte indomata. 

Con le corde ho scoperto il vero significato del legare e legarsi e, come avrai immaginato, non sto parlando del significato letterale bensì di quello fisico, che ti prende e ti porta dentro, che assale e non molla e di quello che gentilmente ti presenta al mondo come quando respiri per la prima volta aria pulita. 

Mi hanno detto "avrai il tempo di capire cosa significa stringere", ebbene eccomi...sto imparando. Mi hanno parlato di frizioni e tensioni e ho saputo ascoltare e ripetere mille volte. Mi hanno insegnato cosa significa avere addosso il peso di qualcun* altr*.

Ho avuto la responsabilità di gestire l'abbandono. Non il mio, ma quello di un'altra persona. Forse se ci ripenso avrei dovuto riempire proprio il mio quella volta. Ho capito dove può arrivare la mia testa e quando, invece, deve smettere di punirsi. 

Non ho legato nessuna persona per anni perchè mi vergognavo di quello che facevo, sentivo la pressione di qualcosa che alla fine era sbagliato solo per gli altri. 

Spesso non ho avuto sostegno o comprensione (come se dovessi essere compatita per quello che mi piace, giusto?), anzi una volta sono stata denigrata e spiattellata in pubblica piazza senza rispetto alcuno. 

Nella mia testa le corde erano qualcosa da tenere nascosto ai più, un semplice neo che faceva parte dei mille colpi di testa che avevo avuto nella mia vita. Questa era la spiegazione che davo a me stessa sul perchè sentissi di avere qualcosa di sbagliato. Ho sempre rispettato il ruolo che le altre persone mi assegnavano senza mai farmi domande, senza mai dire "ok adesso basta!". 

Un giorno, per fortuna, ho smesso di sentirmi vittima e ho urlato forte. Mi sono chiesta da dove potessi iniziare e mi sono iscritta a due corsi base per imparare ad usare davvero quelle benedette corde e da lì ho capito che non avevo capito niente. Che tutto quello che avevo fino a quel momento costruito dentro di me, era da rifare. IO stavo al centro e tutto il resto ruotava attorno a me, perchè IO decidevo di farlo ruotare. Non c'erano limiti, non c'era giusto o sbagliato. Non esisteva più la parte bigotta, ristretta e giudicante, ma c'era il mondo intero da esplorare. 

Ora ti starai chiedendo come io abbia fatto a vivere in suddetta sudditanza per anni senza fare un fiato. Beh la risposta forse è facile, ho sempre pensato che se avessi aperto il coperchio della scatola sarebbero crollate tutte le pareti attorno ed è stato così in effetti, però oltre le pareti c'era quella cosa meravigliosa che si chiama LIBERTà. 

La paura mi ha resa cieca e pietrificata per molto tempo, ma non abbastanza per farmi diventare anche polvere. 

Mi chiedo ancora se sto andando nella direzione e giusta e a volte (ancora troppo spesso) ricerco ancora l'approvazione nelle altre persone, come ad auto-rassicurarmi che sto facendo bene. Però la differenza da prima e il mio successo personale, è che ADESSO NON HO PIù PAURA. Mi mostro per quello che sono e mi piace, davvero molto. 

Se vogliamo tirare le somme di questo percorso car* Stranier*, per me le corde sono state una liberazione e una condanna. Credo che l'idea dell'essere umano cambi in continuazione e che sia proprio questa una delle cose belle della nostra specie, quindi chissà... magari un giorno quelle "maledette corde" mi faranno sentire ancora più bella, più libera e sicura di ora...

Commenti

  1. Sei semplicemente vita pura ❤️

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    1. Grazie mille! Palesati, vorrei ringraziati, davvero

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  2. Ah maledetta scatola... Ho il coperchio tra le mani, ho sbirciato dentro... Ho paura di quel brillio... Grazie per le tue parole. 💛

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