Stai zitta.

"Dobbiamo affrontare la paura" 

Forse se lo sto facendo qui con te Stranier*, non ci sto riuscendo molto bene. Ho pensato mille volte a come affrontarla, l'autoanalisi mi distrugge il cervello, tanto da dover PER FORZA fare qualcosa che faccia stare zitta la testa. 

Stai zitta.

Ho dovuto smontare un tavolo, rompere un piatto per terra, smontare una sedia a dondolo, riverniciarla, rimontarla. Prendere stradine a caso in bici, mettere il volume al massimo mentre pedalavo, leggere e rileggere mille volte un testo, togliere tutte le volte un cuscino, ripetere il brano di una canzone in loop, annaffiare le piantine perchè sembravano sempre senza acqua.

Non basta. Stai zitta.

Ho acquisito delle nuove consapevolezze sulla paura: non ha senso a volte provarla, non perdona, non consola, non è sempre produttiva, non può essere la giustificazione per tutto. 

Ho paura di: perdere la testa, essere dipendente, rimanere sola, dell'abbandono, delle formiche, di piangere, di perdere tempo o persone, di non essere all'altezza, di vomitare, di mangiare, di rimpiangere, di sbagliare, di ricominciare, di smettere di provare emozioni, della luna, del futuro, dei soldi, di rifare il letto, di nuotare, di me. 

Credo che siano tutte paure legittime e soprattutto sincere. So di non saper gestire questa emozione, di non riuscire nemmeno a riconoscerla a volte, ma quella vocina che dice "dobbiamo lavorarci" mi fa capire che sta andando tutto bene. 



E' tutto ok, stai zitta! 

Ansia, paura, psicofarmaci, consapevolezza e poi ricomincia. Ansia, rinuncia, rilassati, riporta il cervello a casa e poi riparti. Ansia, paura, ricuci, stai con te e poi ritorna. Ansia, farmaco, rivedi, riaccendi il cervello e respira. 

Ansia. Paura. Tu stai zitta. 

 

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