Quello che tutt* chiamano il "blocco dello scrittore"
Ciao Stranier*,
non voglio più farti promesse che non riesco a mantenere, non voglio prometterti che riuscirò a scriverti più spesso quando poi alla fine non riesco neanche a mettere insieme i pensieri.
Voglio prometterti, invece, che quando ne sentirò il bisogno, quando non avrò più spazio per i pensieri verrò a cercarti per pensare insieme a te. In verità non so neanche se davvero qualcun* senta o legga queste parole.
Come vedi non ho l'umore alle stelle. Le cose mi sono un po' sfuggite di mano ultimamente, ho perso il controllo totale delle mie emozioni e poi l'ho recuperato sul filo del rasoio, ho pianto infinite volte non sapendo come reagire in altro modo. Ho lasciato che il tempo scorresse senza fare nulla e mi sono persa dentro al buio, di nuovo. Per l'ennesima volta ho lasciato da parte tutto come se la paura e l'ansia mi avessero gelato il sangue.
Ma che cos'è questa cosa? La chiamano ansia, paura, la chiamano depressione, stanchezza o peggio ancora la chiamano NIENTE. "TU NON HAI NIENTE! SMETTILA DI PIANGERE!"
Quanto sminuiamo il dolore delle altre persone? Quanto può essere superficiale dire a qualcun* TU NON HAI NIENTE! Esprimiamo giudizi tutto il giorno, su persone, oggetti, comportamenti, modi di vestire, ideologie diverse.
"I nostri giudizi parlano di noi", questo sarebbe da mettere in un articolo della costituzione.
Quanto tempo della nostra giornata lo sprechiamo a giudicare? A dire cosa è giusto e sbagliato. Quanto spesso citiamo la libertà di parola o di stampa come scudo per proteggere un nostro palese giudizio?
Mi sto allenando a cercare di capire se quello che penso sia un giudizio o meno. Mi sto allenando a riconoscere che cosa sia davvero e ogni volta mi formulo in testa la stessa domanda "ma questa cosa che ho pensato è un giudizio?"
Mi calo nei panni altrui da una vita quindi ti lascio immaginare quante volte al giorno mi faccio questa domanda, ma poi mi chiedo anche quante persone come me ci riflettono su?
La maggior parte delle volte quello che tutt* chiamano... IL BLOCCO DELLO SCRITTORE è solo la paura del giudizio, solenne, straziante, intimidatorio delle persone.
Quanto ti costa essere gentile e non giudicante? ZERO, la gentilezza non costa nulla, non ti fa perdere tempo e rende le persone migliori. Sembrerebbe lo slogan di qualche pubblicità, in realtà è quello che può fare la differenza nella giornata di una persona che soffre di depressione. La gentilezza, il NON giudizio, il sentirsi in un luogo sicuro.
Se sei stat* il posto sicuro di qualcun* allora sai di che cosa sto parlando. Se invece senti di non riuscire a trovarti da sol* , chiedi aiuto per avere la gentilezza che ti spetta.
Alle fine inconsapevolmente mi hai aiutata anche tu, leggendo queste parole e dedicandomi una parte del tuo tempo. Quindi non posso fare altro che ringraziarti e augurarCI di trovare quel posto sicuro dove nulla fa più più paura.
Arrivederci Stranier*
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