Il bordello
Ciao Stranier*,
sei tornato.
Oggi ho deciso di portarti con me in posto insolito, scomodo per molti ammettere che ci sono stati, abituale per altri che non se ne vergognano. Credo che questo possa essere proprio il primo dei posti dove ti voglio portare ad osservare dall'esterno. Cercherò di farti sentire gli odori, assaggiare le cose, farti captare la sensazione che si prova dentro e sì... spero di riuscirci.
Un bordello, di quelli sporchi che hanno fuori solo l’insegna illuminata con la freccia che lampeggia, "entra" .
Un uomo con la barba incolta si gratta il naso, volgare.
Un altro, uomo d’affari, si pulisce i denti con la lingua, volgare.
Un altro ancora butta i soldi addosso ad una ballerina, volgare.
Passa una ragazza dall’aria spenta che vorrebbe essere ovunque tranne che lì, interessante, pensò, ma andò avanti ad osservare.
Gli odori in questi posti ti entrano dentro l’anima. Piscio, sudore, sesso, birra. Il naso non capisce più niente. Sembra l’inferno travestito da purgatorio pieno di anime erranti alle quali non è ancora permessa la dannazione eterna.
Riscatto la liquidazione questa sera, si disse, ma in realtà non riusciva a guardare nessuna di loro, le risultavano tutte trasparenti e forse alcune avrebbero voluto esserlo per davvero. Non riusciva a guardarle forse perchè provava pena verso di loro, sbagliato forse, ipocrita, ma non trovava quella sfacciataggine che aveva il suo vicino nel guardarle con tutta quella bava alla bocca, con la brama di possederle o guardarle mentre si toglievano di dosso quei pochi centimetri di stoffa che probabilmente neanche avevano scelto di indossare.
I colori, si mise a guardare i colori. Pareti verdi, un verde che sapeva di passato di verdure, vecchi appendiabiti in ottone, righe sul bancone. La pelle delle ragazze sembrava tutta dello stesso tono, non si distinguevano perchè i neon rossi di quella sala rendevano tutto così fottutamente uguale e ripetitivo da rimanere storditi. L'unica cosa che risaltava su era il colore dei soldi, quello sì che si distingueva dal resto, se ci facevi caso ne potevi anche sentire l'odore sulle mani anche se non avevi ancora toccato neanche una banconota.
Che cosa ordino? Meriterei un cazzotto in faccia servito freddo...
Alla fine gli era piaciuto tutto nella vita, pensò. Uomini, donne, insolenti e peccatrici e non sapeva più cosa inventarsi per ripristinare il sangue che gli arrivava in quella cosa che gli stava nel petto e che tutti fino a quel momento si erano ostinati a chiamarlo cuore.
Si chiese addirittura perchè avrebbe dovuto farlo quando sarebbe stato più facile ricominciare da capo e resettare pure il cervello. Eppure un motivo c’era e forse quel motivo stava in fondo al bicchiere che aveva ordinato e bevuto. Oppure gli stava seduta accanto.
Rischioso parlare ad una donna in quel frangente. Si chiese perchè fosse lì, lesbica forse? Amante del genere? Conquistatrice di uomini facili? Si interrò sulla cosa giusta da fare, la sua curiosità era alle stelle ed era l'unica persona che era riuscita ad attrarre la sua attenzione per più di cinque minuti, meritava una parola. Subito dopo pensò che lei avrebbe potuto ignorare, rovesciargli il bicchiere pieno di ghiaccio addosso, prendere e andarsene, fare una scenata, passare alle mani direttamente e metterlo in ridicolo davanti a tutti gli altri clienti.
Oppure avrebbe potuto dargli una mano a capire perché una creatura così sperduta stava in un posto di quel genere seduta sola al bancone.
Non sapeva scegliere cosa fare e mentre ci stava ancora pensando, fu lei ad avvicinarsi. Si avvicinò soltanto come per fargli capire che avrebbe voluto fare lei la prima mossa ma in realtà voleva essere così gentile da lasciargli la possibilità di agire lui per primo. Gli voleva dare la possibilità di fare come fanno tutti gli uomini quando pensano di essere virili, cioè di agire per primo.
Si guardarono e continuarono a non capire. D'altronde come si fa a capire qualcosa se tutto intorno a te puzza di viscido.
L'osservò attentamente, ma non abbastanza a fondo da notare il neo che portava sul labbro superiore. Non troppo a lungo da notare che sotto il cappotto in pelle nascondeva una cascata di capelli rossi lucenti, che se solo avesse liberato avrebbe accecato tutti con la loro bellezza. Aveva seguito pedissequamente il profilo del suo viso, il polso scoperto, sottile e leggermente segnato. La curva della schiena che aveva mentre stava seduta su quegli orribili sgabelli vecchi.
Un bordello, di quelli sporchi che hanno fuori solo l’insegna illuminata con la freccia che lampeggia, "entra" .
Appena chiuse la porta dietro di lui si chiese perchè ci fosse finito, perchè fosse caduto così in basso quando invece avrebbe potuto volare alto. Avrebbe dovuto e invece non ci era riuscito.
Un uomo con la barba incolta si gratta il naso, volgare.
Un altro, uomo d’affari, si pulisce i denti con la lingua, volgare.
Un altro ancora butta i soldi addosso ad una ballerina, volgare.
Passa una ragazza dall’aria spenta che vorrebbe essere ovunque tranne che lì, interessante, pensò, ma andò avanti ad osservare.
Gli odori in questi posti ti entrano dentro l’anima. Piscio, sudore, sesso, birra. Il naso non capisce più niente. Sembra l’inferno travestito da purgatorio pieno di anime erranti alle quali non è ancora permessa la dannazione eterna.
Riscatto la liquidazione questa sera, si disse, ma in realtà non riusciva a guardare nessuna di loro, le risultavano tutte trasparenti e forse alcune avrebbero voluto esserlo per davvero. Non riusciva a guardarle forse perchè provava pena verso di loro, sbagliato forse, ipocrita, ma non trovava quella sfacciataggine che aveva il suo vicino nel guardarle con tutta quella bava alla bocca, con la brama di possederle o guardarle mentre si toglievano di dosso quei pochi centimetri di stoffa che probabilmente neanche avevano scelto di indossare.
I colori, si mise a guardare i colori. Pareti verdi, un verde che sapeva di passato di verdure, vecchi appendiabiti in ottone, righe sul bancone. La pelle delle ragazze sembrava tutta dello stesso tono, non si distinguevano perchè i neon rossi di quella sala rendevano tutto così fottutamente uguale e ripetitivo da rimanere storditi. L'unica cosa che risaltava su era il colore dei soldi, quello sì che si distingueva dal resto, se ci facevi caso ne potevi anche sentire l'odore sulle mani anche se non avevi ancora toccato neanche una banconota.
Che cosa ordino? Meriterei un cazzotto in faccia servito freddo...
Alla fine gli era piaciuto tutto nella vita, pensò. Uomini, donne, insolenti e peccatrici e non sapeva più cosa inventarsi per ripristinare il sangue che gli arrivava in quella cosa che gli stava nel petto e che tutti fino a quel momento si erano ostinati a chiamarlo cuore.
Si chiese addirittura perchè avrebbe dovuto farlo quando sarebbe stato più facile ricominciare da capo e resettare pure il cervello. Eppure un motivo c’era e forse quel motivo stava in fondo al bicchiere che aveva ordinato e bevuto. Oppure gli stava seduta accanto.
Rischioso parlare ad una donna in quel frangente. Si chiese perchè fosse lì, lesbica forse? Amante del genere? Conquistatrice di uomini facili? Si interrò sulla cosa giusta da fare, la sua curiosità era alle stelle ed era l'unica persona che era riuscita ad attrarre la sua attenzione per più di cinque minuti, meritava una parola. Subito dopo pensò che lei avrebbe potuto ignorare, rovesciargli il bicchiere pieno di ghiaccio addosso, prendere e andarsene, fare una scenata, passare alle mani direttamente e metterlo in ridicolo davanti a tutti gli altri clienti.
Oppure avrebbe potuto dargli una mano a capire perché una creatura così sperduta stava in un posto di quel genere seduta sola al bancone.
Non sapeva scegliere cosa fare e mentre ci stava ancora pensando, fu lei ad avvicinarsi. Si avvicinò soltanto come per fargli capire che avrebbe voluto fare lei la prima mossa ma in realtà voleva essere così gentile da lasciargli la possibilità di agire lui per primo. Gli voleva dare la possibilità di fare come fanno tutti gli uomini quando pensano di essere virili, cioè di agire per primo.
Si guardarono e continuarono a non capire. D'altronde come si fa a capire qualcosa se tutto intorno a te puzza di viscido.
L'osservò attentamente, ma non abbastanza a fondo da notare il neo che portava sul labbro superiore. Non troppo a lungo da notare che sotto il cappotto in pelle nascondeva una cascata di capelli rossi lucenti, che se solo avesse liberato avrebbe accecato tutti con la loro bellezza. Aveva seguito pedissequamente il profilo del suo viso, il polso scoperto, sottile e leggermente segnato. La curva della schiena che aveva mentre stava seduta su quegli orribili sgabelli vecchi.
Cos'altro aveva visto in lei? Si continuò ad interrogare su cos’altro avrebbe potuto attirare la sua attenzione. Ancora.
Si vedeva che pensava molto.
Alle fine lui decise di non fare nessuna mossa, di non dargliela vinta. Alla fine si disse che non sempre il destino ti mette davanti le carte giuste e poi tu le devi giocare per forza. Quindi si guardarono e basta, neanche una parola, non un cenno.
Alle fine lui decise di non fare nessuna mossa, di non dargliela vinta. Alla fine si disse che non sempre il destino ti mette davanti le carte giuste e poi tu le devi giocare per forza. Quindi si guardarono e basta, neanche una parola, non un cenno.
Pagò la prima ragazza che gli passò davanti senza vestiti e si fece fare di tutto. Qualsiasi porcata gli passò per la mente quella notte la fece. Spese tutti i suoi soldi e rimase dentro ad una nuvola di pelle bagnata e alcool per tutto il tempo che gli serviva.
Ci sono riuscita?
A presto Stranier*
A presto Stranier*


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